
12 Ottobre 2008
Ierisera 22,30 la notizia.Addio Piero ci mancherai.Questo blog ospiterà tutte le tue poesie finchè io starò qui.Venerdì pomeriggio siamo venuti a trovarti...vederti soffrire così mi ha distrutta...vedere con quanta forza tua moglie Clara affrontava ciò che stava succedendo mi ha sconvolta.....quanto amore ho letto nei vostri occhi...nei vostri gesti...quanta stanchezza nei vostri vostri volti.Piero Uomo dall'animo nobile domani...anzi oggi ti diremo addio per l'ultima volta e ti accompagneremo verso l'abbraccio dei tuoi genitori che sicuramente saranno lì ad accoglierti...Perdonami se non ho fatto in tempo a farti la mia sorpresa...proprio non ce l'ho fatta.

La speranza del domani,
la paura del futuro;
cambiano i colori dell'orizzonte.
Sempre più incerto il destino.
Dopo la primavera,l'estate.
Ecco il triste malinconico autunno.
Rassomigliante alla vita della povera gente.
Mai primavera rallegrò i loro giorni.
Mai estate diede frutti.
Solo malinconia e tristezza nel tempo terreno.
A chi con l'onestà visse lavorando.
Come l'acqua del fiume passa e va,
finchè dal cielo pioverà.
La vita dell'uomo povero o ricco,
va per un destino comune.
Senza ritorno.
Piero Mutti.

Porgi il tuo udir al mio parlar
Pria che dia inizio al favellar-
Or che il fato più non ho avverso
Al traghettar dei dì sempre compenso
Nel risalir la china son ancor desto
Il travaglio mio più non arresto
Al trapassar della vita fui onesto
A camminar mi ritrovai più lesto
con in cor le pene ne fui lieto
A destar il mio aire ne fu divieto.
Piero Mutti.

<Va ragazzo mio>
mi diceva mia madre:
<Non vergognarti:
Sono rattopati ma lavati e stirati.
Il futuro è tuo;
domani avrai tutti i pantaloni che vorrai>
Il futuro è già passato,
trapassato.
I pantaloni sono sempre uguali,
rattoppati e lisi
non tengono più.
Niente tiene più;
neanche la salute.
Mi serviranno anche per l'ultimo lungo viaggio;
anche se saranno lavati;
stirati,
rattoppati e lisi.
Mamma aspettami:
Stò arrivando.
P.Mutti

L'atroce mal che affligge
l'uomo più non regge
anche se robusto ora perde
la speranza di arrivar alle calende.
Il miracolo prega per avere
ma l'onnipotente sembra non dovere;
la speranza mai si perderà
finchè la vita non si spegnerà.
Il piangere consola il sofferente
che sembra uomo ormai perdente
ma lui non demorde ancora
finchè può rimanere nella sua dimora.
Dopo tanti anni di sofferenza
ha perso anche la riverenza;
del Dio e Santi la ricorrenza
non dando a nessuno la precedenza.
Quando gli occhi chiuderà
di nessun male risentirà;
lascierà solo in eredità
la miseria e la povertà.
Solo la morte lo può liberare,
all'alba il sole deve ancora tramontare;
ma nel tempo che gli rimane
prega,bestemmia e passano le settimane.
Addio corpo vecchio e ammalato
eri vestito e ti hanno spogliato;
con onoranza e pianto ti hanno rinchiuso
con pace,tranquillità,nessun sopruso.
Passato il tempo nessun ti ricorderà
perchè il giusto uman si scorderà;
della tua vita nessun saprà mai
con la morte completamente svanirai.





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